Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Alessia Rocco?
Sono una ragazza puteolana di 32 anni, laureata in Giurisprudenza con una smisurata passione per la scrittura.
Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho iniziato da piccolissima. Ho sempre tenuto diari nei quali scrivevo storie, poesie, racconti. I miei genitori mi hanno inculcato sin dalla più tenera età la passione per la lettura ed è proprio dalla letteratura che mi è scaturita la passione della scrittura che coltivo con determinazione. Leggere mi ha fatto nascere la voglia di provare a dare corpo ai miei pensieri.
Parlaci della tua esperienza con la casa editrice ARPANET.
Ho conosciuto Arpanet per puro caso. Vagabondavo in internet e mi sono imbattuta in questo sito dedicato agli scrittori emergenti. Con fiducia ho inviato i miei scritti e dopo qualche mese ho partecipato all’iniziativa editoriale Concept. E’ andata bene e con grande soddisfazione le mie poesie sono state pubblicate nel volume Concept_Gusto. Partecipare alla serata di presentazione, lo scorso 28 giugno, è stato davvero emozionante! Arpanet mi ha dato la possibilità di rendermi visibile e di pubblicare. Gliene sono grata. Del resto l’aspirazione (e l’ambizione) più grande di chi scrive è farsi leggere.
Scrivere è importante, ma anche leggere lo è: quali sono le tue letture preferite e quali autori ami di più?
Amo gli autori russi, Dostoywesky è il mio preferito tra questi. Maupassant, Zolà, tra i “naturalisti” francesi. E poi Neruda, Garcia Lorca, Mann. Amo spaziare tra letteratura classica e contemporanea, non disdegno i gialli. Vale sempre la pena di leggere.
Ti capita mai di acquistare un romanzo, leggerlo tutto d’un fiato e di… rimanere delusa dal finale? Se sì, quale romanzo avresti voluto avesse un finale diverso?
Mi è capitato poco tempo fa. L’ultimo romanzo della Allende, autrice che adoro, “Ines dell’anima mia” sulla conquista del Cile, mi ha un po’ delusa.
Non solo nel finale ma nel dipanarsi dell’intera storia.
Forse perché mi aspettavo la magia che l’autrice di solito sa creare nei suoi testi ed invece stavolta non è accaduto, almeno per quanto mi riguarda.
Che rapporto hai con i tuoi personaggi?
Diventano altro da me. E’ vero quello che dicono molti scrittori e cioè che i personaggi vivono di vita propria. Mi capita di rileggere spessissimo i racconti che scrivo, per limarli, perfezionarli e ogni volta percepisco un sentimento contrastante, un miscuglio di affezione e distacco. Una volta creati restano là per sempre, almeno per noi stessi.
Oggi si usa molto il computer per scrivere, perché è comodo ed efficace. Se fossi nata nell’800 avresti avuto il “coraggio” di impugnare penna d’oca, munirti di calamaio e pile e pile di fogli?
Decisamente si! Per qualche tempo, anche dopo aver acquistato il pc (ormai anni addietro) ho continuato a scrivere con penna e foglio, perché mi sembrava che il computer creasse una eccessiva distanza tra me ed il mio scritto. Forse avevo solo poca dimestichezza con la tastiera.
Oggi invece uso regolarmente il pc e lo trovo di una comodità enorme, per conservare, controllare, aver cura del mio materiale. Ma mi capita, sovente, di scrivere sui fogli di carta quando sono in giro, non ho il pc portatile con me e mi arriva l’ispirazione. Lo faccio soprattutto per scrivere versi.
Progetti futuri?
Spero di poter “emergere” perché non ho difficoltà a dire che sogno un futuro da scrittrice affermata. Vorrei scrivere l’ “opera della mia vita”! In questo momento sto ultimando un manoscritto poetico ed una serie di racconti che proporrò ad Arpanet.
In ogni caso continuerò a scrivere, perché è la mia vita e non potrei farne a meno.
Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?
Il mondo mi piace multicolore, variegato, eterogeneo. Un mondo così per me equivale ad un mondo senza pregiudizi di alcun genere. E’ un percorso difficile che esige un radicale mutamento culturale. Non so se ci arriveremo mai, ma solo i colori diventeranno più vividi e brillanti.