mushroom's blog

martedì, 04 marzo 2008

intervista a Giovanni Buzi

Questa nuova intervista è all'amico Giovanni Buzi, pittore e scrittore, che ha scritto per il mio romanzo, Colore Indeciso, la bellissima prefazione.

1) Giovanni Buzi è uno scrittore, ma prima di tutto un pittore. Parlaci di come è nata la tua passione per la tela e il disegno e di come si è evoluta nel corso degli anni, e, perchè no, raccontandoci un po' anche della tua formazione artistica.

 

1) La mia prima, primissima passione è stata per la carta. Da piccolo, come tanti bambini adoravo manipolare fogli di carta. Manipolare e, soprattutto graffiare, accarezzare con matite colorate. Tra i miei primi ricordi c’è quello dell’odore della carta e delle matite. Mi divertivo ad annusare le differenti tracce di colore e credo sia stato più o meno a quell’epoca che, forse incosciamente, mi sono reso conto del forte rapporto colori-odori. In un brano del mio ultimo romanzo Uragano si legge: “Il blu sente il mare e le pietre. Il bianco, un cielo stellato e la neve. Il rosso, il sangue e l’incenso. Il giallo, il sole e l’albicocca. Il viola, il metallo e le rose. Il nero, l’inchiostro e la sabbia...”.

La mia formazione artistica è avvenuta all’Accademia di Belle Arti di Roma, nella quale ho frequentato il corso di pittura e all’Università “La Sapienza”, sempre di Roma, in cui mi sono laureato in Storia dell’Arte Contemporanea.

 

 

2) Cosa c'è nei tuoi quadri, cosa pulsa nei colori che li compongono, nelle loro forme, nel loro insieme?

 

2) Ho avuto diversi periodi. Ho sperimentato molto. Differenti tecniche, differenti supporti. Sono perfino arrivato a bruciare lembi di vere pellicce incollate su legno per vedere e ancora sentire gli effetti della combustione. Per riassumere, ho avuto quattro periodi: 1) formazione, fino al 1980, 2) figurativo, fino al 1995, 3) astratto, i Frammenti, nati dall’esplosione dei miei quadri figurativi, fino al 2004 e 4) l’attuale “sex-horror”. In ogni periodo il colore è stato fondamentale, colore e metamorfosi.  

 

 

3)  Quando dipingi a cosa pensi, dove sorvola la tua mente? Ti è mai capitato di

ascoltare musica mentre dipingi? Se sì, credi sia stimolante?

 

3) Quando dipingo sto in un altro mondo. E non so bene quale. Ho l’impressione di far parte di quella pellicola sottile, quell’infinitesima superficie che mostra in filigrana l’essenza vera delle cose. Ascolto spesso musica quando dipingo, e istintivamente adatto lo stile di musica a ciò che sto facendo, a ciò che tento di intrappolare con, fra i colori. Spesso però, amo il silenzio.

 

4) Cosa c'è della tua pittura nei tuoi romanzi e nei tuoi racconti?

 

4) Questa domanda m’è stata fatta varie volte e io non so mai rispondere.

 

5) Presentaci ora il tuo nuovo libro. Com'è nato e di cosa è irrorato?

 

 5) È nato dalla realtà ed è irrorato di una forza, un’energia potente che deve trovare nome.

La data che appare all’apertura d’Uragano: 28-12-2000 10h34, è la pura verità. Questo romanzo è nato da una delle mie varie “follie”. Sono veramente entrato in una chat gay con lo pseudo “Alex”, immaginandomi un ragazzo di 22 anni con quel tipo fisico e con quella voglia prepotente: essere uno schiavo a livello sessuale e psicologico. Fino all’incontro col Master, il dominatore, ogni mail, colpo di telefono ecc. è vero. Tanto vero che tutto questo è stato scritto in francese. Copiavo ogni mail inviata e ricevuta su un file. Solo in un secondo momento, dopo che l’incontro col virtuale Master non c’è mai stato (con quello, almeno...), ho iniziato a tradurre il tutto in italiano, cambiando un po’ per la finzione letteraria. Poi, preso visceralmente dalla vicenda, ho continuato a scrivere immaginando come poteva seguire la storia. La sorpresa è stata che, andando avanti, tutto mi sembrava vero. I personaggi non solo li vedevo, ma li sentivo vivere con un’energia propria. Ho creduto d’essere solo uno strumento, un medium, attraverso il quale quei personaggi potessero vivere. E la mia grande sorpresa è stata che le prime persone che hanno letto questa strana storia hanno sentito la forza d’esseri di pura immaginazione. Come fossero vivi.     

 

6) Che rapporto hai con i tuoi personaggi e come nascono?

 

6) In genere sono loro a cercare me e qualche volta mi trovano.

 

7) Una volta terminato un racconto o un romanzo quali sensazioni provi? Stesso discorso per un dipinto. 

 

7) No. Sono due cose del tutto diverse. Le parole hanno una storia differente da quella dei segni e dei colori. La parola, la frase va più controllata: immaginata, scritta, letta e corretta più volte. Segni e colori hanno, per me, una loro più ampia libertà d’azione. Sono due tecniche differenti per tentare d’arrivare allo stesso scopo: inviare un messaggio. Terminato un dipinto spesso mi sento svuotato, come avessi scalato una montagna. Terminato un romanzo, mi sento anche svuotato, ma direi quasi “liberato”.

 

 

8) Pittura e scrittura. Pensi potrebbero essere le facce di un'unica medaglia? A me spessa capita di disegnare i personaggi dei miei scritti... a te?

 

8) Sono sicuramente le facce d’una stessa medaglia, perché quella medaglia siamo noi. Io non riesco a disegnare i personaggi dei miei scritti, credo che neanche potrei. Non so perché. Vivino nella mia immaginazione, con segni e colori sarebbero troppo reali: ne avrei paura.

 

 

9) C'è qualche artista e scrittore che ritieni per così dire un maestro, per te.

 

9) Credo che tutti gli artisti e gli scrittori che mi hanno in qualche modo colpito, e sono tanti, sono stati dei maestri per me. Ho tanti Amori letterari: tanti! Elsa Morante, Proust, Gide, Isherwood, Yourcenar, Sade, Rimbaud... E tanti sono i pittori che visceralmente amo. Solo per fare qualche esempio: Caravaggio, Michelangelo, Rembrandt, le miniature persiana, le ceramiche islamiche, le stampe giapponesi, l’arte del Medioevo, soprattutto la scultura, dei moderni: Bacon, la scuola romana e soprattutto Scipione, Dotremont e tanti altri.

 

 

10) Ultima domanda, che potrebbe sembrare banale ma che invece non lo è: il tuo colore preferito?

 

10) È un colore indefinito; anche tu ne sai qualcosa, no?

 

 

 

Visitate il sito il blog e il sito di Giovanni Buzi ! http://giovannibuzi.splinder.com/

 

 

postato da mMushroom alle ore 07:42 | link | commenti (2)
categorie: intervista a giovanni buzi

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