CALEIDOSCOPIO, di A.J. Cronin
Mary Fanshawe. Ma per tutti è Fany. Capoinfermiera giovane ed attraente, ma sopratutto in carriera, e il polso di certo non le manca. Apparentemente statica, fredda, essenziale con i suoi pazienti, di poche parole; nessuno lo direbbe, ma anche lei ha un cuore, un'anima passionale e fragile nascosta dietro quell' "armatura" - così viene definita nel romanzo - del suo camice inamidato. E' una protagonista che soffre, quella di Caleidoscopio, e lo fa per amore; innamorata fortemente di un collega di poche pretese, che non la ricambia abbastanza e non la merita. Di fronte ad un sentimento che non è corrisposto, tutto perde colore, e la brillante carriera di capoinfermiera scivola in secondo piano e perde significato, stagnando in una prospettiva di vita monotona, come invece non sarebbe se quell'uomo, il dottor Selby, desse alla donna che ha illuso la importanza di cui ella ha bisogno per sentirsi realizzata, e quindi anche amata, amata non solo per il suo lavoro, ma anche, e semplicemente, perché è lei. Fany.
"Caleidoscopio" è un famoso romanzo breve di A.J. Cronin. Delicato e toccante nella pacatezza con cui viene delineata la protagonista; sottile e stridente nella descrizione dei medici dell'ospedale e dei rapporti non sempre ottimi che fra quest'ultimi intercorrono; ironico e patetico nella presentazione delle degenti della corsia K, delle loro storie, dei loro pensieri.
Scorre bene, fluido: non un ruscello, ma nemmeno un fiume.
Un caleidoscopio dai colori opachi, mesti e nebbiosi, a tratti teneri.
Un classico che consiglio.
Marco Mazzanti
EIBHLIN NON LO SA...
LAURA COSTANTINI E LOREDANA FALCONE, MAPROSTI & LISANTI EDITORE, ROMA, 2003
Eibhlin non lo sa. Non sa che quella di sua nonna Rhiannon, oltre ad essere una profezia, è anche una promessa, una promessa d'amore. Ma l'amore è cieco, come i suoi occhi verdi, che persero la facoltà della vista quando lei aveva poco più di dieci anni. Ma ciechi sono anche gli uomini e le donne che abitano il mondo al di fuori dei boschi e delle radure fiorite in cui Eibhlin, al loro contrario, prosegue a vivere professando il culto della dea madre e seguendo i riti celtici che sua nonna le ha insegnato per vedere ed ascoltare ciò agli occhi ed alle orecchie dei profani non è dato percepire.
"Eibhlin non lo sa..." è un romanzo che trova i suoi punti di forza nella caratterizzazione dei personaggi, che nel corso della vicenda maturano e sviluppano nuovi punti di vista, considerazioni, riflessioni; interessante è la figura di Tara, nella sua irruenta determinazione e nell'ingenuità che scopre troppo tardi di possedere; oppure Garth, cugino della suddetta, impulsivo, "corrotto", ma in senso buono, dall'amore per la giovane protagonista dai capelli rossi, la strega Eibhlin, delineata, nel vestiario e nei modi, come una donna d'altri tempi, dal fascino medievale ed agreste.
E' una storia ambientata ai giorni nostri, ma in una contea d'Irlanda arretrata e bigotta, fortemente superstiziosa e maldisposta; un romanzo non fantasy, ma fantastico, una realtà moderna impreziosita di piccoli elementi sovrannaturali che portano, con propria originalità, alla mente del lettore le atmosfere dei romanzi "La casa degli Spiriti" e "Cent'anni di solitudine".
copertina del romanzo.
Marco Mazzanti