mushroom's blog

lunedì, 29 ottobre 2007

mia poesia, "Solitudine"

Solitudine

 

Volteggiano

piume bianche nel turbine

d’un’emozione perpetua.

È un’occhiata di luce buia

nella brezza di un sospiro eterno.

Se me lo dicessi,

il tuo segreto canterei

a me stesso

e a me stesso soltanto.

Tu un sole spento,

io un pianeta senza luna accanto.

 

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sabato, 27 ottobre 2007

ARPANET

La casa editrice ArpaNet è in cerca di romanzi e raccolte di racconti da pubblicare singolarmente a partire dal Natale di quest'anno. Possono essere candidati testi di lunghezza non inferiori a 50'000 battute (spazi inclusi) e liberamente ispirati ai seguenti temi : Letteratura, Musica, Arte, Cinema, Moda, Gusto, Storia, Profumo.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito http://www.conceptsbooks.it/ 

postato da mMushroom alle ore 18:24 | link | commenti
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sabato, 27 ottobre 2007

libreria Odradek

RICORDO CHE ALCUNE COPIE DEL MIO ROMANZO SONO IN VENDITA PRESSO LA LIBRERIA ODRADEK DI ROMA, IN VIA DEI BANCHI VECCHI 57.

Il romanzo si può comunque anche ordinare presso il sito della casa editrice: www.midgard.it

postato da mMushroom alle ore 11:48 | link | commenti
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venerdì, 26 ottobre 2007

intervista Giovanni Locatelli

Nuova intervista, questo venerdì. Giovanni Locatelli è autore ArpaNet ed ha recentemente pubblicato il racconto Origami Blues.

 

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Giovanni Locatelli?
Trent’anni, basso, impiegato, rompiscatole, iperazionale, simpatico, Vergine, non agnostico non ateo né credente, celibe, magro, iperattivo, mutevole, ingegnere, infedele, scettico, pessimista, castano, curioso, viaggiatore, egoista. Più o meno.


 Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho iniziato tardi, dopo i vent’anni, quasi per ripiego rispetto alla musica, dopo essermi reso conto di non poter puntare alla carriera di concertista.

Al tempo mi è mancata la maturità di capire che avrei potuto studiare composizione, che era, ed è, la mia vera passione. La scrittura mi ha concesso una seconda chance di sviluppare il mio lato creativo, di esprimere una visione del mondo personale e per certi versi diversa.


Hai pubblicato Origami Blues, presso la casa editrice ARPANET. Parlacene un po’

Copertina di Origami Blues

Origami blues è una storia fortunata, si è sviluppata autonomamente, senza sforzi nello stile o forzature nella trama e racconta di una festa di fine estate organizzata da una ragazza particolarissima, che comunica solo attraverso gli origami e che passa l’inverno protetta da un bozzolo di carta. Implicitamente parla dell’arte, della difficoltà di inserirsi nel mercato e dell’isolamento necessario di un artista.

Scrivere è importante, ma anche leggere lo è: quali sono le tue letture preferite e quali autori ami di più?
Leggo quasi esclusivamente narrativa. Sono appena tornato dal Giappone ed ho in mano Murakami. Ho amato Joyce e Beckett, per il coraggio di rompere col passato, Proust e Hesse per la loro diversa ipersensibilità, Celine e Vian, per il sarcasmo. Queneau e Calvino sono maestri da seguire. Tonio Kroeger di Mann è in pratica un autoritratto.

 

In quale periodo della giornata sei solito scrivere?
dopo cena, perché è l’unico momento libero a disposizione.

 

Si sente spesso dire che le giovani generazioni non amino molto leggere, figuriamoci scrivere. Cosa ne pensi?
Non sono d’accordo. Direi anzi che troppa gente scrive, un po’ meno concorrenza non sarebbe male… E molte persone leggono, forse a volte fa comodo pensare il contrario.

 

Che opinione hai dell¹editoria del giorno d¹oggi?
Fa i suoi interessi, non posso pretendere faccia i miei… Nessuno si domanda se l’industria del mobile produca arredamenti di alta o bassa qualità, ciascuna azienda ha il proprio target ed a questo si riferisce. La stessa cosa vale per le case editrici. Ogni scrittore dà per scontato che una casa editrice seria dovrebbe pubblicare il suo lavoro… la qual cosa non può essere sempre vera.


 Progetti futuri?
Mi piacerebbe pubblicare una raccolta di racconti, ma di solito non riesco nei miei progetti. Contemporaneamente mi capita dell’altro, quindi probabilmente realizzerò uno spettacolo teatrale… o un cd musicale!!!


 Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?
Il mondo di un solo colore mi spaventa, forse per gli impliciti riferimenti ai regimi politici…

Da un altro punto di vista un pianeta di un colore solo, penso a marte o alla luna, non mi dà l’impressione di essere ospitale… glisso la domanda.

 

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categorie: intervista a giovanni locatelli
mercoledì, 24 ottobre 2007

Incubo

Sono le dieci e cinquantacinque, dovrei essere all'università, ma non ci sono andato. Mi sono svegliato, questa mattina, dopo una notte piena di incubi incredibili. Ne racconto uno.

"Mi risveglio senza ricordare l'anno corrente. Chiedo alla gente e come risposta ricevo occhiate strane e preoccupate, alcuni mi picchiano. Scrivo su alcuni foglietti alcune date: 2006, 1993, 1996, 1962, 2056. Non capisco più nulla. Entro in una pasticceria, e tutti iniziano a prendermi in giro."

 

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martedì, 23 ottobre 2007

mia poesia, "Sulla riva"

Tra il blu e il nero,
ove il suo liquido sguardo
vaga per l'ignoto infinito
senza una meta precisa,
una lacrima delinea il ricordo
di una vita smarrita.
Qui, tra le acque dell’oceano.
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venerdì, 19 ottobre 2007

intervita a Laura Bonelli

Quella di questo venerdì 19 (già 19?? ma se ieri era solo il primo di Ottobre...) è un'intervista tutta a colori e a rispondere è Laura Bonelli, autrice ArpaNet.

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Laura Bonelli?
Diplomata alla civica scuola di cinema di Milano, fitopreparatore, segretaria, operatore socio sanitario… Frulla tutto insieme e viene fuori chi sono.


Quando hai iniziato a scrivere e perché?

A vent’anni ho cominciato a lavorare per il teatro come autrice e regista. In quell’ambito ho fatto le mie  prime esperienze di scrittura.

Testi teatrali… Racconti… Monologhi…

 

Che rapporto hai con i tuoi personaggi?

E’ un’esperienza molto interessante, perché la conoscenza parte sempre un po’ alla lontana, ma più ci parliamo e più ci stiamo simpatici. Alla fine diventano parte della mia cerchia di amicizie

Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet e dei tuoi lavori.
Sono stata iscritta alla loro iniziativa editoriale “Concepts letteratura-musica” da un’amica, con una telefonata che diceva “scrivi un racconto che abbia per ispirazione la musica e invialo. Hai 10 giorni di tempo. Poi scadono i termini per presentare i lavori”.  L ’ho mandato e, in modo del tutto inaspettato, è stato scelto e pubblicato.

 Poi ho avuto l’occasione di conoscere la redazione Arpanet e mi sono entusiasmata alle loro iniziative, per la libertà di pensiero e la capacità di uscire dagli schemi mantenendo eleganza e profondità. Sono stati pubblicati 3 racconti. Il primo “La valle degli innocenti” in Concepts Musica, ispirato ad un brano del mio  cantante preferito, Chris Whitley. Il secondo , “La signorina Pickett” ispirato al quadro “Ragazza che fa la calza” di Segantini, in Concepts Arte e l’ultimo, “Turn the dark off” ispirato ad movimento punk in Concepts Moda.  

Scrivere è importante, ma anche leggere lo è: quali sono le tue letture preferite e quali autori ami di più?

Sono appassionata della letteratura giapponese degli anni ’30-’50, in particolare  dei racconti di Akutagawa  e del romanzo breve Le canzoni di Narayama di Schichiro Fukazawa. Una naturale inclinazione al surrealismo mi spinge a trovare molto interessanti Beckett,  Ionesco e i testi comici di Karl Valentin. Ma, tra i recenti, sono stata folgorata dalla scrittura di Gianni Biondillo.

 

Parlando di Scrittura con la S maiuscola, pensi che oggi usare arcaismi e forme ricercate sia una pregio da parte di chi scrive, o solo una inutile forzatura di fronte alla lingua che cambia e che merita di essere rispettata in quanto tale, con le sue caratteristiche e i suoi neologismi?

Nella scrittura va utilizzato quello che serve per rendere nel modo migliore un concetto o un’immagine, come per il cinema. E’ inutile darsi un vanto per aver fatto un film senza effetti speciali. Se la sceneggiatura lo richiede, li si utilizzi, ma se c’è bisogno di un primissimo piano e della recitazione dell’attore, è del tutto inutile. Lo stesso vale per la scrittura, il neologismo è l’effetto speciale, la forma ricercata è la pura recitazione dell’attore. Basta che chi scrive sia consapevole di questo e ne abbia la padronanza.

Progetti futuri?

Ho in cantiere un paio di racconti, sempre per le iniziative editoriali di Arpanet. Staremo a vedere…

Immagina di essere un’insegnante di scrittura. È il primo giorno di lezione. Cosa diresti ai tuoi allievi, aspiranti scrittori?

Che scrivere è come concepire, formare e partorire un figlio. E la cosa positiva è che, dopo che è nato, non bisogna mantenerlo.
 
Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?
L’invisibile colore dell’onestà con se stessi.

 

 

 

postato da mMushroom alle ore 11:47 | link | commenti (3)
categorie: intervista a laura bonelli
domenica, 14 ottobre 2007

intervista a Francesco Giubilei

Poniamo fine a questa settimana con una nuova intervista. A rispondere è Francesco Giubilei, ideatore e gestore della rivista Historica e giovanissimo e promettente scrittore.

Iniziamo le con le presentazioni: chi è Francesco Giubilei?

 

Sono un ragazzo di quindici anni di Cesena con alcune passioni:

il calcio, la storia, la lettura e la scrittura.

Frequento il Liceo scientifico nella mia città.

Ho pubblicato un libro “Giovinezza” con la società editrice “Il ponte vecchio” e dirigo l’e-magazine Historica da me fondato.

 

Com’è nata in te l’idea di fondare la rivista Historica?

 

Fin da quando frequentavo la scuola media sognavo di fondare un giornale.

Iniziai con un giornalino in prima media che si chiamava “Il campagnolo”, ma in cuor mio avevo già altri progetti.

Mi avvicinai al mondo di internet l’anno scorso con l’idea di realizzare una rivista.

Inizialmente ho aperto un blog che ho chiuso dopo alcuni mesi.

Quell’esperienza è stata però per me fondamentale.

Ho avuto modo di conoscere alcune persone che mi hanno aiutato e appoggiato (e continuano a farlo) alla creazione di Historica .

Il primo numero è uscito a febbraio e ora abbiamo all’attivo quattro numeri più uno che uscirà a giorni.

Inoltre sarà attivo a breve il sito internet della rivista.

Per ora potete trovare tutte le informazioni sul blog Caffè Storico Letterario .

Infine, in esclusiva per i lettori del blog di Marco Mazzanti (che ringrazio) annuncio che stiamo preparando il bando di un concorso per festeggiare il primo anno di Historica I racconti più belli saranno pubblicati in un’antologia che verrà pubblicata a febbraio da un editore.

Maggiori informazioni nei prossimi giorni.

 

Sei molto giovane ed hai di recente pubblicato un romanzo: GIOVINEZZA – partitura per mandolino e canto. Ce ne parleresti?

 

Non so se sia giusto definirlo un romanzo.

Giovinezza è più che altro una « intervista sui generis » .

L’ho scritto quando avevo tredici anni, nell’estate del 2005.

Il libro è la raccolta di alcune domande che ho fatto a mio nonno sulla sua giovinezza vissuta durante il fascismo (da qui il titolo che richiama anche la canzone fascista).

E’ un libro semplice senza tante pretese ma a cui tengo molto.

Chi volesse acquistarlo può farlo su Ibs .

Fra l’altro venerdì 12 ottobre  a Cesena alla Libreria Minerva in Piazza del Popolo alle ore 20.45 il poeta Stefano Simoncelli presenterà il mio libro.

 

 

 

Non si può dire che tu esenta di intraprendenza, hai inoltre fondato una piccola editrice, Historica Editrice. In che modo guidate questa attività, che tipologia di testi preferite valutare e come deve orientarsi un autore che intende sottoporre un manoscritto all’attenzione della tua neonata casa editrice?

 

Historica Editrice è una realtà editoriale nuova, l’unica di questo genere in Italia.

Probabilmente conoscerete Lulu (http://lulu.com).

Lulu è, per chi non lo sapesse, una tipografia virtuale che permette di stampare libri secondo il principio del “printing on demand” ovvero stampi se e quando vuoi.

Historica Editrice pubblica attraverso Lulu e i libri in catalogo possono essere acquistati solo online all’indirizzo http://stores.lulu.com/magazinehistorica .

Attualmente abbiamo pubblicato un solo libro, “Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi” del siciliano Claudio Cisco.

Un romanzo breve che è possibile acquistare al costo di 6,90 € .

Entro la fine dell’anno usciranno altri due libri: un giallo di Sabrina Campolongo e un romanzo di Laura Costantini e Loredana Falcone.

Chi volesse pubblicare con noi e chi vuole ricevere ulteriori informazioni può scrivere a infohistorica@libero.it

 

Parlaci della tua esperienza editoriale.

 

La mia unica esperienza editoriale è stata con la casa editrice “Il ponte vecchio” con cui ho pubblicato Giovinezza.

E’ un editore della mia città, Cesena.

I libri sono in vendita solo in Romagna e in alcune librerie bolognesi.

Ho dovuto comprare alcune copie del libro che ho regalato ad amici e diffuso con altri canali.

Purtroppo il mio editore non si è impegnato molto per diffondere il mio libro, ho dovuto fare tutto io e questo è un punto a suo sfavore.

 

Gli emergenti vengono spesso ignorati dal pubblico ed oscurati dagli scrittori di grande successo nazionale ed internazionale. Secondo te, al di là della promozione attuata dalle piccole editrici – il raggio d’azione delle quali, ahinoi, è molto limitato – come dovrebbe muoversi un esordiente per far conoscere il proprio nome e i propri libri?

 

I lettori non arrivano dal cielo, bisogna impegnarsi  per promuovere un libro.

Al di là dell’editore è l’autore che deve “lavorare” per diffondere la propria opera.

Quando il libro è pubblicato si è solo all’inizio del cammino.

Innanzitutto bisogna inviare una copia del libro ai giornali della propria città

sperando che scrivano una recensione.

Poi fare lo stesso con le riviste letterarie.

In seguito bisogna organizzare presentazioni e letture pubbliche.

E poi c’è internet e qui le vie di promozione sono molte.

Si può aprire un blog, scrivere ai siti letterari, conoscere altri autori esordienti.

Insomma anche senza raccomandazioni e conoscenze promuovere un libro è possibile.

 

Si sente dire spesso che oggi “tutti” scrivano. Pensi che fra gli autori esordienti ci dovrebbe essere più un rapporto di amichevole competizione, od un dialogo atto ad reciproco aiuto? In che modo vivi tu questa realtà?

 

Il problema non è che tanto che tutti scrivano quanto che tutti pubblichino.

Ormai chiunque può pubblicare un libro.

Viviamo in una società dove ormai sentirsi dire di no viene preso come un’offesa.

Spesso alcuni autori esordienti non sanno mettersi in gioco, non accettano critiche, rifiuti e questo è sbagliato.

Per quel che riguarda il mio rapporto con gli autori esordienti è ottimo.

Spesso ricevo e-mails di giovani autori che chiedono spazio su Historica e io sono apertissimo a nuove collaborazioni soprattutto se vengono da scrittori esordienti.

Gli autori esordienti sono (a mio giudizio) troppo disuniti.

C’è un’editrice a pagamento che si comporta male con gli autori?
Diffondiamo la voce, boicottiamola non inviamogli più testi da valutare.

Solo così l’editoria potrà liberarsi di queste spiacevoli realtà.

 

Cosa pensi di fare dopo la scuola? Ci sono altre passioni in te oltre al mondo della lettura e della scrittura?

 

Frequento la terza liceo scientifico e mi mancano ancora tre anni per terminare questo ciclo scolastico.

Poi voglio laurearmi.

Ho ancora qualche dubbio sulla facoltà da scegliere.

Dopo anche l’università vorrei diventare giornalista.

Ho tanti progetti in mente e molto tempo per realizzarli, devo proseguire a studiare, a leggere e ad imparare con umiltà.

Passioni?

Come ho già detto mi piace il calcio e gioco in una squadra di Cesena ma non è mia intenzione diventare calciatore.

La storia è un'altra mia grande passione che coltivo con la lettura di romanzi storici e saggi.

 

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categorie: intervista a francesco giubilei
giovedì, 11 ottobre 2007

intervista a Luca Merendi

Oggi è Giovedì e Luca Merendi, autore ArpaNet, risponde alle domande di questa nuova intervista. Leggete leggete!

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Luca  Merendi?


Di getto direi un egomaniaco timido. Un po¹ fuori di testa, ma senza eccedere. Cronicamente instabile. Perennemente alla ricerca di qualcosa. Soprattutto mai contento.


Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Scrivere è un modo come un altro per esprimersi, prima dipingevo solo o scolpivo, poi ho capito che tante cose potevano essere messe nero su bianco con le parole. È sempre rimasto un hobby del tempo libero del tempo libero. Insomma scrivo solo nei ritagli di tempo. E a differenza della pittura o della scultura quando inizio a scrivere, in testa ho solo la frase finale. Inventare a parole mi richiede uno sforzo minore che non realizzare un quadro, forse perché il processo creativo è in continua evoluzione e io mi lascio trasportare.

Ha pubblicato il racconto Naga, presso la casa editrice ARPANET, collana MiniConcepts Books Letteratura. Ce ne parleresti?

Naga è stato il mio primo racconto lungo, ovvero più lungo di uno dei miei soliti racconti polaroid da una cartella. È nato da una frase, proprio la stessa che conclude il racconto e da lì si è praticamente autogenerato procedendo avanti e indietro. Il racconto è diviso in mini capitoli che a loro volta sono organizzati come se seguissero la normale accensione di un personal computer e seguono il suo cammino fino al primo momento in cui il pc rimane in attesa. Come spesso accade la cosa è stata casuale e la stesura pure, nel senso che il racconto è stato scritto senza rispettare la linea cronologica della storia. Quando mi veniva un nuovo spunto aprivo un nuovo capitolo magari a tre quarti dell¹idea della storia. Non saprei neppure come definirlo, è una storia semplice, di attrazione e scoperta, una storia circolare. Senza lieto fine. Non ci si mette molto a leggerla, ve la consiglio :).


Scrivere è importante, ma anche leggere lo è: quali sono le tue letture preferite e quali autori ami di più?

Diciamo che sono rimasto folgorato prima dal fantasy (complice mio padre) poi dal cyber (complice il caso). Il fantasy credo si sia ormai estinto riciclando sempre gli stessi stereotipi, tre capitoli fondamentali comunque a mio avviso sono Il Signore degli Anelli di Tolkien, la saga di Shannara di Brooks e le Cronache di Dragonlance e la trilogia dei Gemelli di Hickman-Weis . Per il cyber anche se dato per morto ormai da un po¹ di anni credo che ci siano ancora degli sviluppi, se per cyber non intendiamo solo androidi o computermutanti ma lo sviluppo del futuro portato ai giorni nostri, di qualunque cosa si stia parlando, genetica, tecnologia, ambiente. (Lettura consigliata 48° 49¹ 48,22¹¹ N - 2° 19¹ 51,17¹¹ E :P) Ma questa è solo una mia opinione. Su tutti Gibson, Sterling e Stephenson, anche se questi sono solo luoghi comuni :D. ps. Interessante che sia Dragonlance che il Neuromante (Gibson) siano del 1984. Adesso leggo di tutto, in fondo faccio il pubblicitario e con questo ti mando a tra 4 domande.


 

In quale parte del giorno sei solito scrivere?

Come detto prima scrivo quando capita, che sia al computer o su un tovagliolo di carta. Le ultime cose le ho scritte tutte al lavoro nei tempi morti, ma che non si venga a sapere.

In un¹intervista hai detto di voler nascere nel Medioevo, attorno all¹anno Mille in Scozia o in Irlanda? Perché?

Affascinanti e allo stesso tempo inquietanti i paesaggi medievali, i castelli, il fango, la polvere, i cavalieri, l¹onore (e le nefandezze), la crudezza della vita, le credenze, le scoperte ancora così ³primitive², le spade, l¹idea brutale di avere la tua arma e di usarla, la Guinness. Così lontano dalle comodità a cui siamo abituati. Tranne la Guinness ovviamente.

Che rapporto hai con i tuoi personaggi?

Volente o nolente io sono loro e loro me. Nei miei racconti ci sono io e il mio vissuto anche se parlo di cose di fantasia, chi mi conosce mi riconosce sempre in quello che scrivo. È bello ma allo stesso tempo imbarazzante, quando scrivo non so mentire.

Che opinione hai dell¹editoria del giorno d¹oggi?

Come in tutti i campi la pubblicità è la padrona. Se sbagli il lancio non ti caga nessuno. È un peccato andare in libreria (???libreria??? ce ne sono purtroppo così poche che si possono ancora fregiare di questo nome) e sapere che il commesso tranne in casi del tutto eccezionali non è più un amante della lettura sempre aggiornato per passione, ma potrebbe vendere scarpe o panini che sarebbe la stessa cosa.

Progetti futuri?

Un romanzo? Ma con i miei tempi magari rifammi la domanda tra qualche anno.

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?

Dipende tutto da come mi sveglio la mattina, oggi sarebbe verde prato.

postato da mMushroom alle ore 11:52 | link | commenti
categorie: intervista luca merendi
domenica, 07 ottobre 2007

ringraziamenti

Colore Indeciso mi sta regalando tante piccole soddisfazioni e diversi riconoscimenti. Ringrazio tutti coloro che finora hanno letto il romanzo e che mi hanno espresso di persona i loro complimenti e critiche (positive e negative).

postato da mMushroom alle ore 13:12 | link | commenti (1)
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Nome: Marco Mazzanti (Marko Matz in pseudonimo)

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