il caffè letterario della rivista Historica ha aperto uno spazio riguardo l'autobiografia come genere letterario. Si possono lasciare i propri commenti e scambiare opionioni.
http://caffestorico.blog.kataweb.it/caffe_storico_letterario/2007/06/lautobiografia-.html#comments
Per il resto... guardando il telegiornale si sente parlare del caldo e del clima che si sta sfasciando. Che allegria, che aspettative! Ed è tutta colpa quasi tutta colpa nostra, che inquiniamo e non riusciamo a fare meno di farlo, inconsciamente tpr esempio enendo accese le spie dei televisori e dei monitor spenti... E se il mondo dovesse crollare per una di queste lucine così apparentemente innocenti?
E' uscito il nuovo numero, il terzo, per essere precisi, dell'e-magazine Historica.
Ho aggiunto il link al sito della rivista, dal quale potete scaricare il numero appena uscito e quelli precedenti, volendo.
cliccate ed ascoltate questa bellissima canzone
Ho aggiunto un nuovo link. E' un sito dedicato al pittore austriaco Egon Schiele. Dategli un'occhiata.
Questo fine settimana è animato da una nuova intervista. A fare quattro chiacchiere è Marco Milani, scrittore e gestore del sito multilingue www.domist.net
Innanzitutto iniziamo con le presentazioni: chi è Marco Milani?
La spariamo grossa con una citazione? ‘Uno, nessuno, centomila’. Uno: singola entità, come tutti quanti del resto. Nessuno: ovvero sconosciuto scrittore che bazzica in tutto ciò che è ‘fanta’. Centomila: le idee, cose, progetti (spesso tanto casino per nulla) messo in giro in questi ultimi 5 anni.
Quando hai incominciato a scrivere e che approccio hai con la scrittura?
Ho iniziato parecchi anni fa, inizio anni 90. Ho iniziato a prendermi ‘seriamente’ solo da qualche anno, con susseguente entrata in rete e tentando di capire come infilarsi in un mondo editoriale che già da dai primi approcci mi risultava alquanto strano per non dire contorto.
Che rapporto hai con i tuoi personaggi?
Buono per forza, o li invento io, o nel caso di situazioni ‘pescate’ fuori dalla mia mente, diventano miei. Tenendo presente che io mi voglio bene, amo anche i miei personaggi. Volendo sono sempre io sotto aspetti diversi.
Un po’ come nel romanzo La Storia Infinita, tu in quale libro ti piacerebbe entrare?
Entrando già di prepotenza in quello che scrivo… It, o L’ombra dello scorpione, entrambi di Stephen King.
Qual è il tuo metodo di scrittura: inizi scrivendo di getto o preferisci stilare prima una scaletta che ti aiuti a seguire di passo passo i tuoi scritti?
Non ho una partenza standard. Ci sta il ‘di getto’ quando arriva, alla programmazione, agli appunti che poi saranno sviluppati o accorpati. Scontata è invece la revisione di tutto quel che scrivo, minimo mi ripasso e correggo una decina di volte prima di essere abbastanza sicuro che sia accettabile.
Gestisci un interessante sito letterario, come procede la tua attività?
DOMIST.net mi ha impegnato parecchio in tempi passati, per avviarlo e svilupparlo, e avendoci infilato impegni piuttosto gravosi come il Progetto Letterario Internazionale, solo per fare un esempio. Ora però ho ridotto l’impegno e posso dedicarmi maggiormente alla scrittura, mio impegno primario. Fortunatamente sono arrivati rinforzi, amici e colleghi scrittori e artisti, e il sito proseguirà tranquillamente, anzi, migliorerà, viste le nuove forze in campo. E NEXT, la rivista connettivista, è totalmente autosufficiente.
Hai pubblicato recentemente un romanzo di fantascienza presso la casa editrice Magnetica? Parlacene un po’.

Evoluzione 14 è il mio quarto libro, uscito da poco. Fantascienza. Ho completato la serie delle raccolte dopo il primo ‘fantastic’ e il secondo ‘fantahorror’. E in mezzo il primo romanzo inclassificabile, denominato come genere fanta-zen vistane la particolarità in entrambe le situazioni. E’ nato per caso E14, dopo una serie di colloqui con Lorenzo Nicotra, editore di Magnetica, con cui ce la raccontavano da un pezzo su una passione comune: la musica. Ovvero hard rock e heavy metal (Quando due metallari s’incontrano è come se due italiani si ritrovassero all’estero e senza conoscere la lingua: più che fratelli.)
Fatto sta che lui voleva iniziare la collana Fantascienza, io avevo abbastanza racconti di genere per completare un libro. Gli ho mandato il materiale, gli è piaciuto, l’ha pubblicato.
Se dovessi inserire in un tuo racconto un personaggio di un tuo autore preferito, questo personaggio quale sarebbe?
Oddio, non me ne viene manco uno. Mi vengono in mente i fumetti bonelliani. Quindi Dylan Dog o Mister No. E’ valida come risposta?
Progetti futuri?
Tanti. Di tutto di più. La fregatura è, essendo un hobby, una questione di ritagliare il maggior tempo possibile per… tutto. Scrivere, scrivere, scrivere è al momento l’interesse principale. Un paio di romanzi sono verso la fine: un ‘quattro mani’ col mio socio di sempre Sandro Battisti, e un altro che spero di fare in tempo ad inviare al premio Urania.
C’è un tuo scritto a cui sei particolarmente affezionato? Se sì perché?
Il Guerriero di Luce. Oltre a essere il primo romanzo è anche in molti tratti autobiografico, con una storia parzialmente vera, la mia, anche se parecchio ‘camuffata’ sotto vari aspetti di genere fantastico, punte di fantasy, e psicoviaggi. Un fanta-zen, per capirci. J
Pensi che i sogni e gli incubi possano essere fonti di ispirazioni?
Ne sono la fonte primaria, e penso lo sia da sempre e sempre lo saranno. Sogni e incubi pescano dalla medesima fonte, la mente inconscia, collegata, a mio modesto parere, a una coscienza globale nonché superiore. Qualcosa di simile alla ‘scienfitica’ Noosfera di Theilard. Con la fortuna di sbatterci il naso o le capacità di ‘viaggiarci’…
I tuoi inizi da esordiente? In che modo ti sei mosso agli inizi?
Anche la continuazione, da ‘esordiente’, almeno finora.
Agli inizi ho messo in rete molto, sviluppando sito e contatti nel contempo, e cercando di capire ‘come’ vive questo strano essere chiamato Editoria. Poi i primi contatti con le piccole case editrici e tutta una serie di iniziative (Progetto Internazionale, Fiera del libro, Sitinsieme ecc.) con le quali ho cercato di dare una globalità al sito e al sottoscritto. Diciamo ho preparato il terreno in maniera piuttosto ‘larga’. Ho fatto tanto di quel casino e movimento che per un bel pezzo non sono più riuscito a scrivere più nulla da gran impegni che mi ero preso. Perlomeno avevo già scritto molto, percui ho vissuto per un po’ letterariamente di rendita.
Finora mi sono divertito, e spero di continuare su questa scia d’intenti e magari con qualche risultato in più. E’ lo scalino successivo quello più ostico, se dovesse prima o poi arrivare, il passaggio verso la media e alta editoria. L’unico passaggio che può cambiare le cose rendere l’esordiente uno scrittore affermato. Proveremo a studiare la ‘faccenda’ e ben speriamo.
Hai notato il proverremo? Plurale. Ora nell’avventura c’è tutta una squadra… J
Marco, ti ringrazio per aver risposto a questa intervista, mi ha fatto piacere.
Buona scrittura!